La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova la tenuta del sistema sanitario sardo anche per quanto riguarda l’assistenza e le cure destinate alle persone con diabete. Tante le criticità affrontate ma anche alcune novità sicuramente positive.

A fare il punto sullo stato della diabetologia in Sardegna è il Presidente della Federazione Rete Sarda Diabete, Riccardo Trentin.

“L’attuale emergenza dimostra che i sistemi sanitari regionali di assistenza come la rete diabetologica dovrebbero essere sempre più centrati sulle necessità e i bisogni  delle persone con diabete. In questo momento di estrema criticità è fondamentale la sinergia tra tutti i soggetti che a vario titolo operano nel sistema.

L’importanza di tale collaborazione è stata pienamente compresa e attuata dalle società scientifiche AMD SID SIEDP e OSDI, che si sono prontamente attivate al fine di ridurre al minimo i problemi quotidiani delle persone con diabete, attraverso la predisposizione di protocolli di teleassistenza e telemedicina, in modo da favorire la fruizione dei servizi e non lasciare nessuno indietro.

Questa esperienza fornisce un modello di erogazione delle prestazioni sanitarie che, finita la fase di emergenza, è auspicabile entri a far parte della gestione ordinaria della patologia diabetica per gli evidenti benefici sociali che apporta.
La pandemia inoltre ha evidenziato il ruolo strategico delle nuove tecnologie quali i sensori e i microinfusori, dispositivi che apportano un significativo miglioramento della qualità della vita delle persone con diabete e che devono essere resi accessibili a tutti i pazienti che ne necessitano”.

“Vorrei esprimere un punto di vista che non parte solo dalla mia posizione di Presidente di organizzazione rappresentativa di pazienti ma da persona con diabete”. 

“Nonostante le ombre che in Sardegna hanno da sempre caratterizzato l’organizzazione diabetologica, cominciano a profilarsi importanti novità che lasciano ben sperare in un nuovo corso delle politiche sanitarie nella cura e assistenza ai pazienti diabetici”.

“Un sostanziale cambio di passo, a partire dalla recente ricostituzione della Consulta della Diabetologia, importante organismo consultivo di cui fa parte anche la Federazione Rete Sarda Diabete. Il ruolo della consulta sarà determinante ai fini dell’adeguamento e aggiornamento delle obsolete linee d’indirizzo per la prescrizione dei microinfusori e sensori CGM, la delibera 46/13 del 2016, con l’implementazione di tutte le tecnologie, microinfusori e sensori, nuove ed innovative”.
“Altra importante novità, che definirei conquista, è il superamento della vecchia delibera n.33/10 del 2018, relativa alla prescrivibilità  dei sensori FGM, commercialmente noti come FreeStyle Libre 1.

Questi dispositivi  diventeranno accessibili  ad una più ampia platea di utilizzatori, circa 24.000 persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2 insulino-trattate, secondo quanto indicato dalle dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Dott. Mario Nieddu”.

“Nel novero dei traguardi raggiunti, rientra infine l’istituzione del Registro Regionale della Malattia Diabetica, ritengo importante ricordare che è stato approvato con il voto unanime di tutto il Consiglio Regionale. Un risultato non di poco conto, vista l’incidenza della malattia nella nostra regione, che consentirà di monitorare la patologia, di migliorare l’assistenza e di programmare politiche sanitarie nella direzione della appropriatezza”.    

“Certo, – continua Riccardo Trentin – rapportando la situazione regionale al panorama nazionale, ancora la Sardegna, registra ritardi storici come l’assenza di un protocollo d’intesa tra l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Assessorato alla Sanità per l’inclusione del bambino con diabete di tipo 1 a scuola. Il vecchio protocollo è scaduto nel  2018  e non è stato più rinnovato. E’ necessario lavorare in tempi stretti  ad un adeguamento del vecchio protocollo ed aggiornarlo sulla  base dell’attuale situazione della scuola sarda”. 

“Il  dialogo incessante con le Istituzioni ha prodotto una sensibilizzazione della politica verso il tema del diabete come mai era accaduto in precedenza. Senza distinzioni partitiche, l’Assemblea Regionale  si è ritrovata unita nel riconoscere l’urgenza di azioni concrete che andranno ad  incidere sulla vita delle persone con diabete e delle loro famiglie. Questa assunzione di responsabilità diffusa da parte  politica sul tema del diabete è il risultato dell’impegno del mondo associazionistico e  della nuova cultura dei diritti e della partecipazione di cui quel mondo oggi si rende portavoce.

Il nuovo corso della diabetologia in Sardegna, le conquiste richiamate, delineano un orizzonte di fiducia per le aspettative di migliaia di diabetici sardi”.

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